UN PICCOLO PASSO

“Senti una cosa. Hai provato a fare UN PASSO?”
Non uno a caso, ma UN-PASSO, quello che ti scolla dalla fatica e ti porta lontano.
Ti volti e pensi: davvero sono arrivato fin qui?
L’anatroccolo è piccolo, il più piccolo dei tre; la mamma è da trovare, il sopra il sotto e il circondario odorano di incertezza.
Le zampe traballano come fili di ragnatela al vento.
Il fratellone non se lo carica sulle spalle piumose, non gli scansa la fatica. No, gli insegna UN-PASSO.

“Guarda attentamente, sollevi un piede come faccio io e poi dici ‘uno'”
“Uno” disse il piccolo
“Poi lo metti davanti e dici: passo!”
Passo!” disse il più piccolo

Un passo, uno alla volta.  Funziona.
Finchè il piccolo si allontana dal baricentro, sgancia lo sguardo dalle zampe, dalle sue potenti leve su misura, e si perde a guardare le cime lontane degli alberi.
Tutto torna ad essere più alto di lui.

“Non va bene. Le mie gambe traballano come prima”

“Hai dimenticato di fare UN PASSO?” gli chiede il fratello

Di nuovo, semplicemente, il piccolo torna a sè e va avanti.
Hai presente quell’abbraccio che ti restituisce i confini e il senso, dopo che sei andato in pezzi?
Da coccio rovinoso diventi cartina geografica ammaliante. Fatta di fiumi, montagne, nuvole e fossi che l’altro chiede il permesso di attraversare. Con la pelle, mentre ti stringe. Perchè un po’ si è perso anche lui.
Ecco, l’anatroccolo ha imparato a darsi questo abbraccio da solo.
E se tu hai capito cosa è UN PASSO sai, senza alcun dubbio, dove lo porterà tutto questo.

Un piccolo passo
Simon James
Zoo libri

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IMPARIAMO DALLE LONTRE, NON PERDIAMOCI NEI SOGNI.

Potrei cominciare con domandone dal tono apocalittico alla Voyager o usare la tattica della settimana enigmistica e insinuare nella vostra testa un quesito perseguitante.

Perché i gufi hanno tre palpebre?
Perché le balenottere azzurre dormono solo con una sola metà del cervello alla volta?

Potrei, ma non lo farò, perché questo libro è un gioiellino davvero.
E anche se ve frega zero di sapere come diavolo fanno i pesci pagliaccio a riprodursi se nascono sono tutti maschi ed eterosessuali,  vi dico che dovete leggerlo.

Il punto di vista è quello di un’umanità fragrante che osserva il mondo animale nella scioltezza della similitudine, dell’appartenenza allo stesso pianeta. L’ispirazione per nuove strategie di problem solving e sopravvivenza.

Le illustrazioni sono un puro schianto di semplicità ad effetto.

Guardare le lontre che si tengono per mano, mentre dormono nell’acqua, per non perdersi, mi ha fatto sentire una piccola mammiferaia in cerca di una zampa, che non mi molli proprio mentre sogno di essere Beatrix in Kill Bill, con quella tuta gialla, che lontana dalla realtà, mi sta un incanto.

Il piccolo libro dei grandi segreti animai
di Maja Säfström
Nomos Edizioni

pesci pagliaccio

DOV’E’ IL MIO PAPA? BELLA DOMANDA…

Dov’è il mio papà?
Piccolo pinguino si trova accanto un papà che non riconosce. E’ un orso, come dargli torto.
Inizia così il viaggio alla ricerca dell’abbraccio che combacia, della sensazione diffusa di casa, protezione, affinità, appartenenza.
Prova con le zampe secche dello struzzo, con la schiena dura della tartaruga, ma niente.
Fino a quando nel buio della notte due zampone bianche si allungano verso di lui. E capisce, o meglio sente.
Una storia di legami fuori dal sangue, non meno forti, non meno intensi, non meno vissuti, non meno eterni.

Io il mio papa’ l’ho avuto e mi ha insegnato a chiamare zio, zia, nonno e nonna le persone di cui mi potevo fidare.
Il nonno Leone, bianco, ruvido e possente. Un babbo natale, non da regali infiocchettati sotto l’ albero, piuttosto una certezza silente, abbottonata, l’incarnazione di un concetto che da bambini fa la differenza: se casca il mondo accanto a lui non mi faccio male.
Zio Luigi, il Bat meccanico tuta blu e carica di testosterone irriducibile. Non le conto le volte che e’ venuto a raccattarmi, a tutte le latitudini e a qualsiasi ora, con la macchina in panne.
Tre squilli, non di piu’.
“Bimba dove sei?”
“ma*porc@?#%*!!”
“Arrivo.”
Zia Lina, la principessa guerriera che rallenta il mio cuore schizzato, come rimesso in bolla da una carezza di vento buono. Ho sorelle e fratelli potenti come il sole che sorge a cui racconto cose che a me stessa non dico.
E’ cosi, per crescere il mio bambino ho bisogno di un villaggio.
Del mio villaggio, del lignaggio che non trema, del patto fedele tra generazioni.

E’ uno di quei giorni in cui affondo la faccia nel suo maglione per respirarne l’ odore in vita. Il telefono squilla.
E’ il Bat meccanico. Il tono è preoccupato, lo sento.
“Bimba, non mi chiami piu…”
“Davvero? Adesso prendo la prima buca e faccio saltare il semiasse. Ti aspetto.”
Dove è il mio papà
di Shin Ji-Yum
Editoriale Scienza

UNA STORIA DI EMPATIA: PAOLONA MUSONA.

Nella fantasia degli autori, Paolona Musona è una mucca flaccida con le occhiaie pesanti, ma nella realtà sono io, adesso.
Chi mi vuole bene è qui che prova a tirarmi su, semplicemente invano.
Dopo aver ricambiato con un timido sorriso antigravitazionale – più un riflesso legato alla deglutizione nervosa che altro- le mie guance ricascano spioventi. Giù, a peso morto.

CIRO IN CERCA D’AMORE

“Di notte tutti i gatti sono grigi perchè il buio è così buio che cancella i colori. Anche quello del pelo di gatto. Ma non a Venezia. Non a Venezia nelle notti di luna piena” (quanto è vero!)

Cercare l’amore restando fedeli a se stessi. Un insegnamento grande, vitale, sia per i cuori teneri che per quelli marmorizzati: “Se ci assomiglia, ma non è, andate oltre.”
Ciro è un gatto grigio a caccia di amore, vero e su misura, le persone che incontra gli offrono una parvenza di questo, una fregatura con qualcosa di buono intorno, ma il suo instinto è acceso e quando questo accade la verità la senti pulsare anche negli angoli di una frase: “Puoi stare qui, non mi dai fastidio” No, grazie,  perchè “l’amore non è dare non dare fastidio”,  anche se gli metti accanto del prosciutto.
E’ un odore che punge e lancia un messaggio “la donna aveva uno strano odore. Non gli piaceva l’amore, se aveva quell’odore”
Una serie di incontri fino all’ultimo, quello con l’amore che non sposa l’altro, ma la sua libertà.
“Ecco, quello era il genere di amore che piaceva a Ciro […] E così balzò in grembo al bambino e fece le fusa, molto piano. Non sono tuo, diceva, ma posso stare vicino a te.”

Se sei un gattaccio brizzolato di secondo pelo la caccia all’amore libero è un dovere.
Se avete cuccioli disegnate con loro la via, che parte dal cuore e lì ritorna, per non perdersi mai.

Buon anno!
Estella

Ciro in cerca d’amore

di Beatrice Masini, Octavia Monaco
Edizioni ARKA

NON E’ COLPA MIA!

Sembra di stare alla fiera dell’est. Senza soldi, ma con un senso.
E’ un libro maneggevole e per fortuna, perché Davide mi ci ha fatto saltare avanti e indietro al ritmo di zumba.
Alla terza lettura però aveva già il pieno controllo su tutta la trafila e definito i ruoli: io a fare la vecchietta sbraitante con il ciuffo di yuta, e a lui il resto.

DOBBIAMO TROVARE UNA SOLUZIONE.

Me l’ha ricordato un’amica. il 21 Settembre, è stata la Giornata internazionale della pace. Una giornatona, senza dubbio.
Mi fermo qui perché la retorica, quella vuota, in queste occasioni divora la scena.
Un mostro a dieci teste che faresti saltare in aria volentieri da quanto è nauseabondo. E addio pace…

Comunque, in biblioteca ho trovato  “Puntino” e ho fatto – di nuovo – l’errore di leggere a mio figlio un libro in diretta, senza averlo prima metabolizzato.
“ Puntino”, testi e illustrazioni di Carlo Macri e Carolina Zanotti , come scritto sulla quarta di copertina è
“Un libro per tutti i bambini, anche quelli adulti”.
Sostanzialmente nelle due pagine, dei puntini molto simili vivono vite molto diverse.

I puntini nati a destra hanno tutto quello che gli serve, i puntini a sinistra non hanno niente.
Indovinate cosa accade? Migrano alla ricerca dell’equilibrio, tentativi, decisioni e aggiustamenti sono resi dalle illustrazioni in modo così semplice da risultare disarmante.
Il difficile non è stato capirlo, il finale c’è ed è abbastanza chiaro, ma ho preteso di  gestirlo da adulta e di trasmettere il senso critico della questione.
La verità?  Ho fatto la figura della pera cotta tramortita dalle domande.

“Mamma, perché i puntini vuoti non hanno nulla?” “ Secondo me ci stanno, non è vero che sono troppi, c’è ancora spazio” “Ma chi è che decide?”
Non lo so, ma non mi piace quando litighiamo. Facciamo pace?”
La mise di mamma-pera cotta è una di quelle che preferisco. Ci guardiamo dritti negli occhi e il cerchio si chiude, senza fatica.

Estella


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DSC_0871Puntino
Testo e illustrazioni di Giancarlo Macrì (uno dei fondatori della Banda Osiris) e della giornalista Carolina Zanotti. Edizioni NUINUI

LA COSA CHE PREFERISCO (secondo Alberta)

Vuoi fare il pompiere o l’astronauta?  Il ghiacciolo rosso o bianco?
Cantare o ballare?  Ti piace di più la destra o la sinistra?
Sopra o sotto?

E’ vero. A volte semplicemente li stordiamo, i bambini, con un mix fatto di domande e impazienza, perché la risposta non è mai abbastanza “tranchant” e l’esitazione è sintomo di insicurezza.
E noi no, l’insicurezza per i nostri figli non la vogliamo. Avere le idee chiare è tutto.  Uno deve conoscersi, sapere esattamente chi è, cosa gli piace, cosa no e dove vuole arrivare nella vita.

UNA FAVOLA D’INVERNO: PINGUINO E PIGNA

Questa è la storia di un’amicizia, nata un po’ per caso, da un incontro fortuito tra le nevi del Nord.
E’ proprio qui che un giorno Pinguino incontra sulla sua strada una strana cosa rotonda… cosa potrebbe mai essere?

“Troppo marrone per essere una palla di neve.
Troppo dura per essere una cosa da mangiare.
Troppo ruvida per essere un uovo”.

Il piccolo pinguino si ferma e riflette: “Qualsiasi cosa tu sia, hai FREDDO!”
Ed è così che, da un pensiero delicato, nasce qualcosa di nuovo, una scintilla nel cuore: il prendersi cura di questo piccolo oggetto marrone, vestirlo, cullarlo, giocarci insieme… Pinguino vuole tanto bene alla sua nuova amica!
Sarà Nonno pinguino a rivelare il nome di questa piccola compagna di avventure: Pigna.
Purtroppo il gelido vento del Nord non è l’ideale per lei: “Pigna sta bene nella foresta, lontano, lontano da qui. Non può diventare grande e forte sulla neve”.
Ed è così che il protagonista della nostra storia decide di partire alla volta di terre lontane, per accompagnare la sua piccola amica tra i propri simili.
“Ciao, Pigna. Sarai per sempre nel mio cuore”, la saluta Pinguino deponendola su un letto di aghi di pino, prima di tornarsene a casa.
Gli addii sono sempre difficili, ma la vita, si sa, va avanti.
Il tempo passa, passa e ancora passa.

Un bel giorno Pinguino inizia a chiedersi se anche la sua amica di un tempo sia diventata grande e forte come lui.
La curiosità è tanta che decide di partire per controllare con i propri occhi.

E qui vi lascio… a scoprire come finirà queste bella favola che parla di amicizia, generosità, della Buona Volontà di anteporre il bene di coloro che amiamo al nostro, e che ci insegna una verità tanto semplice che occorrono occhi di bambino per vederla: “quando dai amore, l’amore cresce”.

Il titolo completo di questo bellissimo libro è: Pinguino e Pigna, storia di un’amicizia, di Salina Yoon, Edizioni Lapis.

Buon Natale e buone letture a tutti voi!

LIBRI PER FARE: I REGALI DELLA NATURA

Chi dice che i libri sono un passatempo per topi di biblioteca probabilmente non si è mai imbattuto ne I regali della natura, creare e divertirsi con fiori, foglie, legno e tanto altro ancora di Helena Arendt, edito da Terre di Mezzo.

Proprio ora che l’estate volge al termine e molti giovani lettori si apprestano a tornare tra i banchi di scuola, cresce la voglia di immergersi nella natura ed imprimersi nella mente odori, suoni e colori che ci accompagneranno fino alle prossime vacanze.